La torta più buona del mondo

Eccomi qua con il primo post dell’anno… e no, non è che improvvisamente sono stata colta da improbabili manie di grandezza! Questa torta si chiama proprio così: la torta più buona del mondo.
E’ stata la prima ricetta che ho voluto sperimentare del libro che mi sono auto-regolata lo scorso Natale, Dolci Hygge di Bronte Aurell. Anzi, per esser precisi la seconda, dato che ancora prima di acquistare il libro avevo provato le kanelbullar che Csaba aveva pubblicato sul suo blog, dopo averle a sua volta tratte da questo meraviglioso ricettario di dolci scandinavi. Le kanelbullar erano uscite perfette al primo colpo così ho deciso di farmi questo regalo e devo dire che solo sfogliandolo me ne sono letteralmente innamorata! Quindi preparatevi, sarà un 2018 molto hygge (speriamo!!) e sicuramente pieno di dolci danesi e norvegesi particolari, ricchi e golosi… proprio come questa torta. In effetti non è difficile capire il motivo per cui è stata battezzata così: in pratica si compone di una pasta burrosa preparata con farina, zucchero e soli tuorli,  un’abbondante farcitura di crema chantilly e una meringa che resta friabile sopra e acquista una consistenza gommosa al centro – ammetto che quando ho letto ‘gommosa’ sul libro ero scettica, ma fidatevi, è un aggettivo che rivaluterete un sacco dopo aver assaggiato questo dolce, è come se la meringa si sciogliesse facendo da collante tra la crema e la pasta, una vera meraviglia! Per finire lamelle di mandorle tostate che danno un tocco di croccantezza ed ecco fatto! Provatela e vi accorgerete che se non è proprio la torta più buona del mondo… beh, sicuramente ci va molto vicino 😉

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Leckerli

leckerli

Continua la maratona di biscottini natalizi: se con i linzer cookies dello scorso post siamo andati in Austria, oggi invece ci spostiamo in Svizzera, e per la precisione a Basilea, città d’origine dei leckerli 🙂
Quando offro a qualcuno uno di questi biscottini, prima chiedo: ti piace il panforte? Perchè in effetti i sapori si assomigliano molto: spezie, miele e frutta secca sono presenti in gran quantità in entrambe le ricette, e si sa, con un mix del genere si ottiene un risultato che si può amare alla follia o sopportare a malapena.
Quindi vi avverto, i lekerli fanno per voi solo se amate i dolci dal gusto deciso, marcatamente speziati, profumati di miele e belli consistenti – restano infatti piuttosto duretti, quindi se siete del partito dei frollini che si sciolgono in bocca vi consiglio di astenervi. Se invece amate i biscotti di carattere e avete i denti buoni, accendete pure il forno e godetevi questo gemellaggio natalizio Siena-Basilea 😉

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Linzer cookies

linzer cookies

Sono ripetitiva se dico che Natale per me vuol dire biscotti? 🙂  Non c’è niente da fare, ogni anno non vedo l’ora che dicembre arrivi per mettermi a sfornarne a più non posso. Che poi uno i biscotti può farli tutto l’anno, ogni volta che vuole – e a dirla tutta non è che io me li faccia mancare nemmeno da gennaio a novembre… ma con l’albero acceso e il freddo fuori è tutta un’altra storia! C’è un calore speciale che si spande per casa ogni volta che inizio a ritagliare con cura e lentezza stelline, alberini, comete e omini di pan di zenzero, e gli aromi di burro, vaniglia e cannella mescolati insieme sbuffano fuori dal forno e vanno ad appannare i vetri.
I linzer coookies sono tra i più celebri biscottini natalizi, da tempo volevo sperimentarli e come spesso accade ho deciso di affidarmi a una ricetta pubblicata da Sigrid sul suo Cavoletto di Bruxelles , che non delude proprio mai. In pratica si tratta di una frolla montata preparata con cannella e farina di mandorle, farcita poi con marmellata ai frutti rossi – io ho sperimentato anche le versioni al cioccolato bianco e al latte e devo dire non sono affatto male, ma ovviamente la marmellata rinfresca di più e alleggerisce un po’ il risultato finale, cosa in questo caso altamente consigliabile visto la quantità di burro presente nella frolla.
Il sapore finale è molto particolare ma al tempo stesso delicato, grazie a un mix di aromi che si sposano alla perfezione tra di loro – vaniglia, mandorla, cannella e zucchero di canna. In più, l’impasto non è eccessivamente dolce e contrasta perfettamente con il sapore zuccherino della marmellata.
I linzer sono ideali anche da confezionare e regalare dato che i sapori si amalgamano meglio un paio di giorni dopo la preparazione: saranno particolarmente apprezzati da chi ama i biscotti morbidi, ricchi di burro e che si sciolgono lettealmente in bocca.

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Namelaka al cioccolato bianco

namelaka al cioccolato bianco

Il dessert di oggi è una crema di origine giapponese, che spopola sul web ed è diventata una delle preparazioni più gettonate nella pasticceria moderna. Namelaka in lingua nipponica potrebbe tradursi come ‘crema cremosa’ e il risultato di questa ricetta è decisamente all’altezza del nome.
Da quando l’ho scoperta la preparo spesso, soprattutto in estate quando accendere il forno diventa altamente sconsigliabile, e comunque ogni volta che ho poco tempo da dedicare al dessert ma voglio servire lo stesso qualcosa di sfizioso a fine pasto. Bastano cinque minuti per preparare dei bicchierini come questi, potete prepararli la sera prima, dimenticarveli in frigo per una notte e poi servirli accompagnandoli con un po’ di frutta fresca di stagione.
Come se non bastasse, la namelaka può essere preparata con vari tipi di cioccolato e aromatizzata con gli ingredienti preferiti – dagli agrumi alle spezie, dal caffè alla frutta secca – ed utilizzata come farcitura per crostate, torte da forno o nella realizzazione di torte moderne e semifreddi… insomma, è probabile che la rivediate presto su questi schermi in altre vesti!
Se volete lavorare la namelaka con la sac a poche è consigliabile lasciarla riposare in frigo per almeno 12 ore e poi essere molto rapidi nel dressaggio perchè tende a sciogliersi velocemente. Se invece appena preparata la versate direttamente nei bicchierini monodose basterà farla riposare 6/8 ore prima di servirla.
Rispetto alla ricetta originale io ho omesso glucosio, ma il risultato è ugualmente ottimo, sia a livello di sapore che di consistenza. Ho aggiunto invece un po’ di succo di limone per smorzare la dolcezza molto marcata del cioccolato bianco.

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Kanelbullar – brioches svedesi alla cannella

kanelbullar brioches cannella

Le kanelbullar erano nella mia lista dei desideri da tantissimo tempo: soffici, dorate e profumate di cannella mi hanno sempre fatto una gran gola e allo stesso tempo mi hanno a lungo intimorita, come tutti i lievitati da colazione. Amo alla follia croissant, cornetti e co. eppure quando si tratta di provare a farli in casa ogni volta ho paura che qualcosa vada storto e mi lascio sopraffare dalla pigrizia, o meglio, dall’abitudine, ripiegando su crostate, torte da forno e biscotti.
Lo scorso weekend però mi sono decisa a cercare una ricetta che fosse semplice, alla portata di chi, come me, non ha troppa dimestichezza con questo genere di preparazioni. La scelta è caduta sulle kanelbullar proposte da Csaba della Zorza, che a sua volta ha ripreso la ricetta dal libro Fika & Hygge, di Brontë Aurell.
Ormai è noto ai più che fika in svedese significa merenda, e anche la filosofia hygge è abbastanza conosciuta: un modo di vivere armonioso, lento, rilassato, alla continua ricerca di atmosfere accoglienti e momenti di condivisione che allontanino la frenesia e le pressioni della quotidianità moderna. Ora, io non sono esattamente il tipo che sposa alla perfezione queste attitudini zen, ma vi prometto che quando addenterete una kanelbullar appena sfornata e ancora grondante sciroppo d’acero vivrete un piccolo momento di perfetta grazia e armonia con voi stessi e con il mondo! 😉

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Treccia svedese alle mele #re-cake 2.0

treccia svedese alle mele

Anno nuovo, nuova Re-cake 😉  Negli ultimi mesi non ce l’ho fatta a seguire tutte le proposte di questo bel gruppo ma un buon proposito per il 2017 è proprio quello di ricominciare a preparare una Re-cake al mese:  le ricette sono ogni volta diverse tra loro sia a livello di tecnica che di gusto, vengono da ogni angolo del mondo, c’è tanto da imparare e non c’è mai da annoiarsi! 
In questo gennaio freddo ci siamo spinti addirittura fino in Svezia. Neanche a farlo apposta questa ricetta è capitata proprio in concomitanza con alcune letture che mi hanno fatto venire voglia di visitare i paesi scandinavi, di sperimentare il grande freddo, la grandezza degli spazi, la luce così diversa, i silenzi, l’ordine impeccabile ma accogliente delle case  svedesi che immagino sempre piene di legno e lucine calde. Allo stesso modo mi era venuta voglia di una colazione a base di caffè lunghissimo e kanelbullar, e stavo già cercando in rete la ricetta che mi ispirasse di più per preparare le famose girelle alla cannella, quando ho visto che la Re-cake di gennaio era qualcosa di molto simile ma decisamente più originale: si trattava sì di un lievitato dai profumi speziati, ma con una ricca farcitura a base di mele e un impasto particolarissimo, a base di panna acida. Una treccia dal gusto equilibrato, dalla consistenza soffice e leggera, in cui il ripieno fresco si fonde perfettamente con la pasta, trasformandosi quasi in una crema a mano a mano che la frutta rilascia il suo sciroppo. 
Se anche voi avete voglia di viaggiare verso nord, non avete che da accendere il forno e darvi da fare!

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Mendiants & cioccolatini mandorle e fondente

Ormai ci siamo, Natale è davvero alle porte e io come ogni anno in questo periodo non farei altro che sfornare biscottini di ogni forma e tipo da regalare in giro: l’albero acceso, un po’ di musica in sottofondo – ma anche il silenzio non è male, ultimamente lo sto molto rivalutando – e via a lavorare di formine e mattarello, con quel profumo meraviglioso di burro e vaniglia che si spande per casa… Sta di fatto che non di soli biscotti è fatto il Natale, e qui sul blog ho colpevolmente trascurato un altro capitolo importante quando si parla di pensierini natalizi: quello riguardante il cioccolato!
Per rimediare a questa mancanza oggi vi propongo la ricetta per un mix di cioccolatini assortiti che accontenteranno tutti e che potrete preparare davvero in un lampo, personalizzandoli come preferite e senza bisogno di attrezzature o stampi particolari.
I mendiants sono un classico della tradizione francese: dei dischetti di cioccolato fuso arricchiti con frutta secca e candita che potrete realizzare in infinite varianti, dando sfogo alla fantasia e ottenendo dei cioccolatini piccoli, delicati e carinissimi da vedere. Io ne ho preparati di tre tipi: cioccolato al latte con nocciole e mandorle per chi non vuole scostarsi dai sapori più classici; fondente con noci e datteri per chi ama i gusti tradizionali, antichi e di carattere; bianco con pistacchi e mirtilli essiccati per chi ha gusti ricercati e apprezza gli accostamenti più insoliti. 
Nel mio cestino natalizio ho voluto poi aggiungere anche degli altri cioccolatini buonissimi, che l’anno scorso ho ricevuto in dono e letteralmente divorato uno dopo l’altro non riuscendo a capacitarmi di quanto fossero buoni – e non riuscendo in realtà a capire quali fossero esattamente gli ingredienti con cui erano stati preparati finché chi me li ha regalati mi ha svelato la ricetta. E lì ho scoperto che due soli ingredienti componevano quelle delizie: mandorle e cioccolato fondente. Vi assicuro che resterete anche voi sorpresi di quanta bontà può scaturire da un’accoppiata così semplice e a prima vista quasi banale, sia a livello di gusto che di profumi e di croccantezza. 
A questo punto vi lascio le ricette, con i miei migliori di un Natale sereno, che profumi di cose buone e fatte con il cuore!

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Cestini di cheese cake allo yogurt greco

mini cheese cake light

Non so a voi, ma a me la cosa che non convince granché del cheese cake è il fondo di biscotti sbriciolati e burro: mi sembra eccessivamente pesante, e poi se proprio devo comprare dei biscotti preferisco acquistarne di qualità e inzupparli in una bella tazza di caffè piuttosto che passarli al mixer e schiacciarli sul fondo di una tortiera. E’ un po’ una mia fissa, è vero – che poi la cheese cake classica piace a tutti e nessuno trova mai niente da obiettare in merito al sapore burroso della base. Ma dato che avevo in frigo della pasta fillo avanzata dalla preparazione di questa ricetta ho voluto provare a utilizzare quella come base croccante per creare dei piccoli cestini-cheese cake, e devo dire che il risultato mi ha convinta a pieno! 
Le mini cheese cake si sono rivelate anche molto semplici e veloci da preparare. Vi basteranno pochi ingredienti e potrete preparare un dolcino dell’ultimo minuto in caso vi si presentino a casa ospiti inattesi o abbiate voglia di portare in dono ai vostri amici un piccolo pensierino culinario, dolce ma senza peccato: burro ce n’è davvero pochissimo (solo il necessario a spennellare gli strati di fillo), panna o altri formaggi grassi sono completamente assenti e lasciano campo libero allo yogurt greco e a un pizzico di marmellata di lamponi.

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Pie di pasta fillo, zucchine e salmone

pie di pasta fillo salmone e zucchine

La ricetta di oggi è un piatto sfizioso e leggero, da servire come antipasto oppure come portata unica, magari accompagnato da un’insalata o da un contorno di verdure. 
Amo molto le torte salate e i pasticci ma spesso il tempo è tiranno quindi ho pensato a una ricetta che fosse veloce, semplice, da poter fare anche durante la settimana quando non si hanno a disposizione ore intere da passare ai fornelli ma si ha comunque voglia di una cenetta un po’ diversa dal solito. In questo mi è stato molto utile un rotolo di pasta fillo già pronta – ormai la si trova praticamente in ogni supermercato: la fillo è una pasta di origine greca che viene spianata in fogli sottilissimi, rimane estremamente croccante e friabile ed è un alleato prezioso sia nelle preparazioni dolci che in quelle salate. 
Per il ripieno ho utilizzato le ultime zucchine di stagione, del salmone affumicato e lo yogurt greco che ha dato cremosità alla farcia senza l’aggiunta di ulteriori grassi – a proposito, ci tengo a dirvi che potete preparare (e mangiare!)  questa torta senza sensi di colpa: gli unici grassi usati sono infatti l’olio utilizzato per saltare le zucchine e pochissimo burro fuso per spennellare gli strati di pasta fillo.
L’ideale è servire la torta tiepida, una mezz’ora dopo averla sfornata, ma se dovesse avanzarvi una porzione o se aveste necessità di prepararla con più anticipo potete riscaldarla passandola in forno a bassa temperatura (100/120°) per un quarto d’ora circa e la pasta tornerà croccante – vi sconsiglio invece l’uso del microonde che non garantirebbe lo stesso risultato.

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Clafoutis alle cliegie

clafoutis alle cliegie

Non c’è niente da fare, l’estate, ogni anno, mi sospende. Arriva il caldo e io vorrei solo godermi il più possibile questa stagione che tanto amo e che già so sarà troppo breve. Mi viene voglia di uscire la sera, di stare all’aria aperta, di svegliarmi presto la mattina per andare a camminare, di ritagliarmi un po’ di tempo nel weekend per passare qualche ora in spiaggia. Purtroppo le giornate non diventano miracolosamente di trentasei ore quindi è difficile conciliare tutti questi piaceri con i doveri quotidiani… all’inizio cerco di non lasciare indietro niente, poi ovviamente non ce la faccio e puntualmente ogni anno mi ritrovo addosso una stanchezza colossale. E ogni anno mi ricordo che devo rallentare.
Che il bello dell’estate è anche questo: impigrirsi un pochino, accettare i propri limiti e mettere in stand-by alcune passioni per dedicarsi ad altre. Sono stata poco presente qui perché sono stata poco ai fornelli, e devo ammetterlo, mi è mancato, sì, ma è stato un allontanamento naturale, necessario. Un po’ perché con il caldo viene meno l’appetito che è fondamentale per immaginare, progettare e realizzare qualsiasi ricetta… un po’ per pura e semplice pigrizia: se in ottobre aspetto il venerdì sera per mettermi il grembiule e chiudermi in cucina, a giugno appena uscita dall’ufficio vorrei solo fiondarmi a fare aperitivo con un bello spritz fresco senza dover accendere un fornello o rigovernare un piatto!
Detto ciò, ogni tanto la voglia di un dolcino fatto in casa si fa troppo insistente per non essere soddisfatta, e allora che si fa? Si ricorre a ricette semplici, veloci e magari a base di frutta di stagione, come quella del clafoutis. 

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